Egregio Direttore,
mi riferisco all'articolo a firma Ilaria Sacchettoni, apparso sulle pagine di Roma del Corriere della Sera dello scorso venerdì 18 marzo 2011 titolato "Vendite immobiliari, non svendite".
In detto articolo la giornalista si è occupata dell'operazione di dismissione del patrimonio immobiliare della Fondazione Enasarco sottolineando la preoccupazione che l'operazione, varata per dare al fondo pensione degli Agenti di Commercio l'equilibrio di bilancio trentennale richiesto da recenti norme di legge, possa concludersi in un flop.
Con tale timore però non concorda il coordinatore del comitato della Borsa Immobiliare di Roma, Roberto Renzi, il quale ha sottolineato, nel corpo dello stesso articolo, la complessiva bontà dell'operazione di dismissione ivi compresa la buona occasione offerta agli inquilini per l'acquisto della propria abitazione.
Nell'articolo però si sottolinea, che del rischio "flop" sarebbero preoccupat anche gli stessi agenti di commercio che, in una lettera firmata dai loro rappresentanti sindacali, si sarebbero rivolti ai ministri dell'Economia Giulio Tremonti e del Lavoro Maurizio Sacconi chiedendo che queste vengano sospese.
Egregio Direttore, proprio quest'ultima precisazione che non corrisponde a verità è il motivo di questa mia lettera.
Infatti il progetto "Mercurio", nome con il quale è stata battezzata l'importante operazione di dismissioni immobiliari Enasarco è stato presentato dai vertici del nostro Fondo pensione a tutti gli Organi direttivi di tutte le Associazioni Sindacali firmatarie degli Accordi Economici Collettivi (A.E.C.) rappresentative degli Agenti di Commercio affinchè potessero discutere ed approvarne le finalità, i contenuti e le modalità di realizzazione.
Pertanto tutte le sigle sindacali: Usarci, Fnaarc, Fiarc, Ugl, Fisascat-Cisl, Uil-Tucs, Filcams Cigl, che nel loro insieme rappresentano l'intero sistema sindacale di categoria riferito agli Agenti di Commercio hanno espresso il proprio assenso formale al piano di dismissioni immobiliari Enasarco.
Lo stesso dicasi per ciò che concerne le rappresentanze datoriali: Confindustria, Confcommercio, Confapi e Confesercenti che, in quanto presenti nel C.d.A. Enasarco attraverso i propri designati hanno avallato il piano delle dismissioni.
Anche i Ministeri del Tesoro e del Lavoro, chiamati a vigilare in virtù di obbligo normativo sull'Enasarco, si sono espressi favorevolmente, anche promulgando specifici decreti non regolamentari, sia sulle motivazioni che sui contenuti e sulle modalità con le quali tale importante operazione è stata progettata ed avviata.
Nel redigere il piano di dismissioni immobiliari le parti Sociali, alcune delle quali presenti con proprie Organizzazioni sindacali sia nell'ambito della difesa dei diritti degli inquilini sia in quella dei diritti degli operatori del portierato, hanno anche posto particolare attenzione agli aspetti sociali derivanti dalle vendite.
Nell'analisi condotta sulle dismissioni Enasarco non si è inoltre mai sottolineato che gli Agenti di Commercio hanno approvato, parallelamente al piano di simissioni immobiliari, una importante riforma del regolamento previdenziale e del sistema di calcolo delle pensioni che, congiuntamente agli attesi benefici rivenienti dalle dismissioni, assicurerà la tranquillità del futuro previdenziale di tutta l'intera Categoria.
E' pertanto assolutamente infondato assirire che gli Agenti di Commercio ed i Sindacati che li rappresentano siano contrari ad una operazione che hanno approvato completamente, quale coerente completamento ad un riassetto generale della loro previdenza integrativa che da oltre 70 anni assicura prestazioni previdenziali e assistenziali ad oltre 300.000 soggetti.
Vi è solamente una sigla associativa, peraltro non firmataria di alcun Accordo economico Collettivo, da sempre isolata dall'intero sistema sindacale di Categoria sia datoriale che di parte agente (quindi sostanzialmente nemmeno considerabile "arppresentativa" nel senso più concreto del termine) ed il cui seguito associativo è tutto da dimostrare, che evocando falsi scenari catastrofici sostiene la necessità dell'incorporazione dell'Enasarco all'interno dell'Inps.
A tale riguardo va rammentato che la Categoria domandò a gran voce la trasformazione dell'Enasarco da Ente pubblico a Fondazione di natura privata, cosa poi avvenuta con la privatizzazione, per scongiurare l'assorbimento del nostro Fondo pensione all'interno dell'Inps.
Egregio Direttore, eccezion fatta per l'unica sigla associativa di cui Le ho detto sopra, è dunque errato asserire che gli Agenti di commercio e le loro raprresentanze si siano mai rivolti ai Ministeri del Tesoro e del Lavoro per chiedere la sospensione delle dimissioni perchè ciò non solo sarebbe in totale contraddizione con le loro stesse decisioni, ma anche perchè, se ciò avvenisse, sarebbe messa in discussione l'esistenza stessa dell'Enasarco e della previdenza della nostra Categoria.
Dismettere il nostro patrimonio immobiliare, che storicamente ha avuto una resa lorda al di sotto dell'unità percentuale, non è un esercizio di finanza speculativa condotta da scellerati sulle spalle dell'inquilinato e nemmeno è una operazione fatta, come malignamente si è detto, per avvantaggiare pochi vip a cui svendere alloggi di gran pregio a pochi euro come certa stampa ha voluto scrivere.
Dismettere il nostro patrimonio immobiliare è un'operazione necessaria e che qualunque "buon padre di famiglia" avrebbe realizzato, non solo perchè con essa si assicura il futuro delle nsotre pensioni, ma anche perchè è impensabile che si possa obbligare un Ente previdenziale quale l'Enasarco a gestire direttamente oltre ventimila unità immobiliari, con tutti i problemi che ciò comporta.
Ecco perchè Direttore, sia i Ministeri del Tesoro che del Lavoro hanno completamente avallato, attraverso propri decreti ministeriali, sia il nuovo regolamento di previdenza che il progetto "mercurio" riguardante le dismissioni immobiliari.
Appare quindi davvero strano che, intorno ad una operazione così vasta ed importante sia sotto il punto di vista sociale, sono posti in vendita ai soli inquilini circa 20.000 alloggi, che sotto quello previdenziale, parliamo di dare sicurezza alle pensioni di un'intera Categoria che, con i propri contriuti previdenziali ha, per 70 anni, contribuito alla realizzazione della politica della "casa", si ponga l'obiettivo solamente sulle problematiche, spesso fasulle, dando credito ad una sola sigla sindacale di otto ed inoltre certamente la meno rappresentativa.
Signor Direttore per tutte le motivazioni che Le ho espresso fin d'ora le domando di voler cortesemente pubblicare questa mia lettera nelle pagine del Suo quotidiano e comunque di voler rettificare l'informazione riportata nell'articolo citato nelle mie prime righe secondo la quale gli Agenti di commercio, in una lettera firmata dai loro rappresentanti sindacali avrebbero chiesto ai Ministri Tremonti e Sacconi di sospendere le dismissioni immobiliari.
Con viva cordialità.
Firmato Umberto Mirizzi

