(Adnkronos) - "Oggi i carabinieri della stazione di Monte Mario mi hanno notificato un incredibile provvedimento: il ricorso in Cassazione del ministero della Giustizia contro l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che ha ridotto di sei giorni la durata della mia pena per effetto delle condizioni inumane in cui sono stato detenuto". Così Gianni Alemanno, ex ministro e sindaco di Roma, nonché ex detenuto nel Carcere di Rebibbia. A stretto giro, il ministero della Giustizia ha reso noto che il ministro Carlo Nordio "provvederà alla revoca immediata dello stesso ricorso e invita il dottor Alemanno a un colloquio al Ministero, quando egli lo vorrà".
Alemanno ha spiegato che "questa ordinanza di riduzione della pena era già stata impugnata dal Dap (caso rarissimo se non unico) ma questa impugnazione era stata già rigettata dal Tribunale di sorveglianza il 10 giugno scorso. Adesso è la volta del ministero di ricorrere addirittura in Cassazione per tentare ancora una volta di rimandarmi in carcere per scontare ulteriori 6 giorni. Di fronte all’evidente sproporzione di questi interventi (e dei relativi costi), rispetto all’oggetto concreto del contenzioso (ripeto, 6 giorni di detenzione), divengono inevitabili alcune domande. La prima è sulla mancata percezione del Ministero della situazione di sovraffollamento delle carceri, che genera questi provvedimenti di taglio pene da parte dei Tribunali di Sorveglianza".
"La seconda è sul significato personale di un tale accanimento - aggiunge - Dà fastidio la mia battaglia da destra per ottenere delle carceri meno folli e più funzionali alla riduzione della recidiva al crimine? Si vuole dare una punizione esemplare a chi nella condizione di detenuto ha denunciato questo problema? Al ministero della Giustizia non hanno niente di meglio da fare? Per rispondere a queste domande non posso non rinnovare la richiesta formale di un colloquio con il Ministro Nordio per illustrargli la situazione reale delle carceri italiane di cui evidentemente a lui non viene reso conto. Questo dal punto di vista politico, mentre dal punto di vista giudiziario sarà la Cassazione a spazzare via questo assurdo e infondato ricorso".
Il ministro della Giustizia Nordio non era al corrente della proposizione del ricorso in Cassazione, ha spiegato il ministero in una nota: "Nel comunicare l'avvio di un'indagine interna, con accertamento delle relative responsabilità, in quello che appare un disguido burocratico nell’ambito del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, il ministro provvederà alla revoca immediata dello stesso ricorso e invita il dottor Alemanno a un colloquio al Ministero, quando egli lo vorrà".
"Con l'occasione si comunica che già da giorni il Gabinetto del Ministro ha avviato un'istruttoria per la verifica del sistema di calcolo degli spazi dei detenuti nelle celle, suggerita dallo stesso Alemanno, il quale - ha proseguito la nota - ha dimostrato un molto condivisibile interesse per la situazione delle carceri italiane".