Caso Garlasco, Alberto Stasi verso l'affidamento in prova ai servizi sociali


Caso Garlasco, Alberto Stasi verso l'affidamento in prova ai servizi sociali

(Adnkronos) - Alberto Stasi verso l'affidamento in prova ai servizi sociali . "La buona condotta, le relazioni positive del carcere" e in particolare dell'area educativa, "il comportamento tenuto dal condannato" dopo la discussa intervista televisiva a 'Le Iene' del marzo 2025 realizzata doco prima di ottenere la semilibertà, "la sua presenza davanti al Tribunale di Sorveglianza". Sono questi, da quanto si apprende, i motivi che hanno concorso al "parere positivo" formulato dalla sostituta pg Valeria Marino nei confronti di Stasi, dal 2015 detenuto a Bollate per il delitto di Chiara Poggi, la fidanzata uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. 

Le parole sono state pronunciate in un'udienza fissata nel pomeriggio, in un'aula 'segreta' del Palazzo di giustizia per evitare quei riflettori che il condannato deve cercare ancora di evitare in attesa di scontare gli ultimi due anni dei 16 di condanna. Lontano da occhi indiscreti, il detenuto ha risposto (come da prassi) alle domande del presidente della Sorveglianza Marcello Bortolato sulla vita in carcere, poi a parlare a braccio è stata la sostituta pg Marino che ha sottolineato, tra gli elementi positivi, anche il fatto che Stasi "ha accettato la condanna (anche continuando a dirsi innocente, ndr), stia risarcendo la famiglia della vittima e non abbia più fatto interviste alla stampa". 

Al termine dell'udienza durata mezz'ora, il Tribunale di Sorveglianza si è riservato e deciderà in tempi rapidi: visto anche il parere positivo della Procura generale di Milano, la decisione appare scontata in favore di Stasi.  

L'udienza di oggi non ha nulla a che vedere con l'eventuale richiesta di revisione - che la difesa Stasi può chiedere di fronte alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco che vede indagato Andrea Sempio -, ma si inserisce "in un percorso naturale" dei detenuti che vedono avvicinarsi l'uscita dal carcere. Stasi continuerà a lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza - l'ok è scontato visto il parere positivo della Procura generale di Milano - avrà una serie di prescrizioni come l'orario di rientro, limitazioni sugli spostamenti nel Paese.  

Anche dopo la decisione positiva, Stasi non sarà libero: l'affidamento in prova ai servizi sociali può essere revocato se il condannato non rispetta le indicazioni del Trbunale di Sorveglianza. 

"Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni. Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente. A noi interessa che le sentenze abbiano accertato la verità sull'omicidio di Chiara, quanto al percorso rieducativo è appunto il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire". Lo affermano gli avvocati della famiglia Poggi, i legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, in merito all'udienza sulla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali per il 42enne (in carcere dal 2015), condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Garlasco. 

"Non devo parlare di processi in corso e di situazioni tragiche e dolorose come quella. Ho detto e ripeto per l'ennesima volta che l'anomalia nel processo di Stasi dipende dal fatto che una persona che sia stata assolta per due volte da una corte d'Assise e da una corte d'Appello è molto discutibile che poi alla fine possa essere condannata senza rifare ex novo il processo ma con un semplice supplemento d'istruttoria. Da noi esiste il principio che non puoi essere condannato se le prove a tuo carico non sono al di là di ogni ragionevole dubbio e come fai a condannare una persona sulla quale due altissime Corti hanno dubitato tanto da assolverlo. Questo non è colpa ovviamente dei magistrati ma di un sistema unico al mondo, nel processo anglosassone questo sarebbe impensabile". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del Forum in Masseria.