Caso Garlasco, procura Pavia chiude indagine: "Chiara Poggi ha rifiutato Sempio e lui l'ha uccisa"


Caso Garlasco, procura Pavia chiude indagine: "Chiara Poggi ha rifiutato Sempio e lui l'ha uccisa"

(Adnkronos) - La procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio, accusato del delitto di Chiara Poggi aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. La difesa del 38enne ha ricevuto l'atto di chiusura che ricalca, in toto, l'invito a comparire della scorsa settimana.  

"Dopo una iniziale colluttazione", Sempio - a dire della Procura - "colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra". Quindi, "la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina" e, dopo che la ventiseienne "provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi" sempre alla testa "facendole perdere i sensi". 

A seguito di ciò, "spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi" ancora alla nuca, "cagionando" a Chiara Poggi "lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso". Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei motivi abietti) e aggravato dalla crudeltà "in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". E con l'aggravante di aver commesso il fatto "per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale".  

La procura di Pavia provvederà a inoltrare alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni "l'atto contestato all'indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori, raccoli a seguito della riapertura delle indagini 2016-2017, per l'eventuale esercizio di ogni sua prerogativa", si legge in una nota del procuratore di Pavia Fabio Napoleone che lo scorso 24 aprile aveva incontrato proprio la procuratrice Nanni per anticiparle la questione. 

La procura del capoluogo di Pavia aveva svelato ieri le carte e mostrato tutti gli elementi raccolti contro Sempio. In circa tre ore e mezza i magistrati titolari della nuova indagine sul delitto di Garlasco - il procuratore aggiunto Stefano Civardi, insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano - hanno mostrato all’indagato le prove raccolte in circa uno anno e mezzo.  

Il 38enne è il solo indagato, non più in concorso con Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso la 26enne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali. Contro di lui c'è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima - per la genetista Denise Albani è impossibile stabilire se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l'impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall'assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell'indagato non è attribuibile a lui. 

La Procura di Pavia - che non ha ancora fornito l'orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 - pare non credere all'alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembrava orientatata - per supportare il movente - a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma 'Andreas' in cui emerge la presunta "ossessione" verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell'amico Marco Poggi. 

Ma a incastrare Sempio secondo la procura di Pavia e i carabinieri di Milano c'è un'intercettazione svelata dal Tg1 sui suoi canali social: "Ho visto il video di Chiara e Alberto", dice Sempio facendo riferimento a video contenuti in una pendrive. E' il 14 aprile 2025 quando l'indagato è in auto, siamo a circa un mese dal giorno in cui ha saputo delle nuove indagini su di lui. Una cimice nella macchina cattura le parole del ragazzo che parla tra sé e sé e di fatto smentisce ciò che aveva sempre sostenuto, ovvero di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era il suo amico Marco e di aver parlato solo pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato. Nel soliloquio Sempio fa riferimento a quello che sembra un approccio ("io gli ho detto 'riusciamo a vederci?"). 

Nelle carte dell'inchiesta su Garlasco entra anche il ruolo del fratello di Chiara, Marco Poggi con la sorpresa dei carabinieri che lo definiscono "ostile" e alle prese con una "costante difesa d'ufficio di Andrea Sempio", riporta il Tg1 sui suoi canali social. "Io capisco che fate il vostro lavoro - riporta il Tg1 riferendosi alle parole di Poggi durante l'interrogatorio del 20 maggio 2025 - però in questa situazione mi state influenzando" (....) "non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive .... omissis.... non riesco neanche a finire la frase". Per gli inquirenti, riferisce il Tg1, nell'esame di Marco Poggi si registra una "modificazione" del contenuto delle testimonianze rese nell'arco di 18 anni e confermate fino a 2 mesi prima. 

Sette agende, svariati quaderni e appunti scritti a mano sono alcuni degli oggetti sequestrati ad Andrea Sempio. E' quanto emerge nel lungo elenco allegato alla chiusura indagine. Note scritte che si aggiungono a quelle sequestrate al padre Giuseppe e alla madre Daniela Ferrari, ma anche alla comitiva di amici di Sempio e Marco Poggi, insieme a dvd e cd musicali, cellulari e pendrive. Tra le cose sequestrate ai genitori c'è "una nota del Nucleo investigativo di Milano, datata 7 luglio 2020 in fotocopia, con timbro di ricezione della Procura di Pavia del 9 luglio 2020 con un appunto scritto: 'Già stato audito ma i carabinieri si sono dimenticati di chiedere a Sempio dove fosse la mattina dell'omicidio'". Nell'elenco compare anche la trasmissione Le Iene del 16 marzo 2025, puntata in cui compare un presunto testimone. In particolare il sequestro riguarda una cartella denominata Garlasco contenente tre sottocartelle denominate 'Export', 'Giorno 1' e 'Giorno 2'. "All'interno delle predette cartelle vi sono file audio e video per un totale di 57 file con 36,5 gigabyte di dimensione totale". 

"Fin dal 2009, fin dal processo Stasi, che ci fosse una pendrive decisiva ai fini della soluzione del giallo di Garlasco era già notizia, non è che sia una novità", afferma l'avvocato Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, ospite di Dentro la notizia, in merito alle trascrizioni di alcuni soliloqui in cui l'indagato sarebbe stato a conoscenza che la vittima aveva scaricato in una pendrive dei suoi video intimi con il fidanzato Alberto Stasi. Nell'intercettazione, non a disposizione del difensore, si fa riferimento "a una penna e non specifica a quale video in essa sarebbe contenuta".  

"Del movente sessuale, per come lo ha rappresentato nel soliloquio, se ne parlava in più blog risalenti ad almeno un mese prima" dell'intercettazione - precisa l'avvocato Cataliotti -, per il quale i due temi - video e movente - "erano già stati posti (dalla stampa, ndr) esattamente nei termini nelle quali ne parla Andrea Sempio", precisa il difensore che fa un appello alla prudenza. "Sembrerebbe che ci troviamo di fronte a un soggetto che dopo aver commesso un reato pressoché non provato, consapevole di essere intercettato fornirebbe lui le prove necessarie per sorreggere l'accusa. E' una situazione paradossale, io sono incredulo", sottolinea Cataliotti. In mattinata il pool difensivo ha incontrato Sempio il quale ha iniziato a fornire i primi riferimenti a programmi tv e podcast guardati mentre era in auto e al centro dei soliloqui ritenuti centrali per gli inquirenti. 

Ci sono diverse decine di intercettazioni, legate all'inchiesta bresciana sulla presunta corruzione per ottenere l'archiviazione, tra gli atti della chiusura indagine su Andrea Sempio. Si tratta di intercettazioni che riguardano il filone che vede indagati a Brescia il padre Giuseppe e l'ex pm Mario Venditti. L'indagine era nata dal cosiddetto pizzino 'Venditti gip archivia per 20-30 euro' e, secondo indiscrezioni, a breve verrà chiusa.