Agenti di commercio: mobilità, costi e futuro della professione


Agenti di commercio: mobilità, costi e futuro della professione

L’ultima indagine dedicata al tema dei costi di mobilità, dell’utilizzo dell’automobile e delle condizioni operative della categoria ha ottenuto un numero particolarmente elevato di risposte che consente di fotografare la realtà professionale degli agenti italiani.  

Il primo dato che emerge riguarda il profilo anagrafico della categoria: oltre il 69% degli intervistati ha più di 55 anni, mentre gli under 40 rappresentano appena il 2,56% del totale. Un elemento che evidenzia in modo chiaro il problema del ricambio generazionale all’interno della professione.  

Dal punto di vista organizzativo prevale nettamente il modello del plurimandato: quasi il 70% degli agenti opera infatti con più mandati attivi.  

L’indagine conferma inoltre come la mobilità sia il cuore dell’attività lavorativa. Oltre il 76% degli intervistati percorre più di 30.000 chilometri all’anno e più della metà si colloca nella fascia tra i 30.000 e i 50.000 km annui.  
Un dato che rende evidente quanto il costo del carburante e della gestione dell’auto incida direttamente sulla sostenibilità economica dell’attività di agenzia.

Al riguardo qualche settimana fa USARCI ha presentato all’On.Alessandro Giglio Vigna l’ennesimo emendamento per attualizzare i valori di deducibilità dell’autovettura.

Molto significativa anche la parte relativa alle motorizzazioni utilizzate. Il diesel continua infatti a essere la scelta dominante per oltre il 77% degli agenti di commercio, mentre elettrico e plug-in rimangono marginali.  
Le lunghe percorrenze quotidiane, i tempi di ricarica e le criticità infrastrutturali continuano a rendere le alimentazioni tradizionali le più adatte alle esigenze operative della categoria. 

Dovremmo spiegarlo a Bruxelles che chi con l’autovettura svolge una professione la sua unica scelta, al momento, è il carburante fossile! 

Sul fronte delle auto utilizzate prevalgono marchi orientati ad affidabilità, comfort e percorrenze elevate. BMW, Mercedes-Benz, Volkswagen e Audi rappresentano le vetture più diffuse tra gli intervistati.  

Anche nelle formule di acquisto emerge un approccio ancora tradizionale: finanziamento e acquisto diretto restano le modalità più diffuse, superando ampiamente leasing e noleggio a lungo termine.  

Per quanto riguarda le provvigioni annue, i dati mostrano una distribuzione molto ampia dei livelli reddituali, con una significativa concentrazione nelle fasce comprese tra 30.000 e 70.000 euro annui.  

L’indagine restituisce quindi l’immagine di una categoria fortemente dinamica, ancora fortemente dipendente dalla mobilità su strada e oggi chiamata a confrontarsi con l’aumento dei costi di esercizio, con le trasformazioni del mercato automotive e con la necessità di favorire il ricambio generazionale.

Un ringraziamento particolare va a tutti i Colleghi che hanno dedicato tempo alla compilazione del questionario. La partecipazione ampia e concreta ha permesso di raccogliere dati utili che hanno ampiamente confermato le esigenze reali della categoria e a costruire analisi basate su elementi oggettivi anche per spiegare con dati a chi ci governa quale sono le necessità della Categoria che intermedia quasi il 30% del Pil.