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Noi utenti agenti di commercio contro Soc. Autostrade

27/07/2021

Noi utenti agenti di commercio contro Soc. Autostrade

Autore: Davide Caropreso

Noi di solito non siamo ripetitivi e quindi non dovremmo affrontare per l’ennesima volta i problemi che Soc. Autostrade ha creato agli agenti di commercio e agli utenti delle autostrade da quello sciagurato 14 agosto 2018 ad oggi, ma è dal crollo del ponte Morandi che gli agenti di commercio soffrono, a causa dei pesantissimi disagi conseguenti alle difficoltà di movimento che sono state causate dalla mancanza di questa fondamentale infrastruttura, non solo per la Liguria, ma per l’economia di tutto il nord ovest.

Il crollo ha causato la morte di 43 persone e generato danni immediati di notevoli proporzioni su tutta la Val Polcevera, il quartiere di Sampierdarena e in generale il Ponente della città. Le ripercussioni, dopo pochissimo tempo, si sono fatte sentire, con fortissima intensità sull’intera regione. 

Desidero riassumere le iniziative che sono state intraprese già nell'autunno del 2019, da quando si verificarono numerosi disservizi che paralizzavano diversi tratti della rete autostradale ligure. In relazione ad alcuni di essi comparivano sulla stampa notizie relative ad una serie di procedimenti penali pendenti presso la Procura di Genova. Dopo quasi un anno dal crollo, nel maggio 2020, esasperati dalle difficoltà, Usarci-Sparci, con altre importanti categorie produttive, scende in campo ed in prima linea per tutelare non solo i propri iscritti, ma tutta la categoria degli agenti di commercio duramente danneggiati dalla situazione in cui versa la rete autostradale ligure.

L’iniziativa prende il nome di Comitato San Cristoforo. Il santo da sempre venerato come il patrono di chi ha a che fare con il trasporto e, nei tempi moderni, è proclamato protettore degli automobilisti. 

Il progetto vede Usarci Sparci Liguria promotore insieme al Comitato Zona Arancione Ponte Morandi e CNA Genova e Liguria, raccogliendo la successiva adesione di AssiTerminal e Trasporto Unito, che sono andati a costituire una compagine rappresentativa di un segmento importante della società civile genovese e ligure. 

Visti i gravissimi disagi e danni subiti da tutte le catego- rie che utilizzano le autostrade liguri, è infatti sorta la necessità di approfondire il funzionamento della concessione ad autostrade nel corso del tempo, per capire se nelle pieghe della stessa fossero rinvenibili elementi che chiarissero l'origine e la natura delle lacune manutentive.

Dallo studio svolto dai professionisti incaricati da Usarci Sparci e dalle altre associazioni, emergevano, infatti, palesi e gravi mancanze nelle manutenzioni, non solo in seno alle indagini sul crollo del ponte Morandi, ma anche in relazione ai disservizi che tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 hanno di fatto isolato Genova dal punto di vista dei trasporti. 

Le domande, se si vuole banali, che emergevano erano dunque le seguenti: perché nonostante la tariffa autostradale delle reti liguri sia tra le più care d’Italia non è mai stata fatta una adeguata manutenzione? qualcuno ci ha guadagnato? come ha fatto? come è stato possibile che ciò avvenisse nel sistema dei controlli pubblici cui una concessione è sottoposta? 

Il quadro così delineato ha fatto sorgere la necessità di approfondire la questione, ormai di dominio pubblico, dinnanzi all’Autorità Giudiziaria, che dovrà far luce sulla vicenda. È stato quindi elaborato un Esposto che sintetizza gli esiti dello studio, rilevando i possibili illeciti penali la cui precisa individuazione è stata rimessa alla Procura della Repubblica di Genova. 

La complessità della vicenda ha richiesto il convergere di diversi saperi giuridici.
Si è quindi costituito un team di legali di cui fa parte direttamente per Usarci Sparci l’Avv. Andrea Mortara che è il legale fiduciario della nostra associazione.

Nonostante gli esposti alla Procura della Repubblica, le lamentele e gli articoli sui media, siamo ancora in una trappola infernale!!! Nel maggio scorso è stato acquisito, dalla Commissione Trasporti e Ambiente, il documento messo a punto dal Comitato San Cristoforo: “Aspi restituisca i pedaggi che non sono stati impiegati in manutenzione e nelle nuove opere che si era impegnata ad effettuare”.

 L’esposto, sostenuto anche dal Comitato delle vittime del Ponte Morandi, è diventato a tutti gli effetti l’elemento cen- trale del dibattito sulle concessioni autostradali e in particolare sulle mancate manutenzioni e sui mancati investimenti da parte della Società Autostrade-ASPI.

Il Comitato San Cristoforo, che con la consegna dell’esposto alla Commissione Trasporti e Ambiente della Camera dei Deputati, esce a tutti gli effetti allo scoperto, ha avviato un’azione legale sostanzialmente differente dalle richieste danni, o di ristoro, avanzate in questi mesi, sia per i danni indotti dal crollo del Ponte, sia per la congestione ormai cronica della rete autostradale ligure, a causa della concentrazione di lavori di manutenzione e quindi di cantie- ri che avrebbero dovuto essere cadenzati negli anni passati.

Il Comitato San Cristoforo a fine maggio corr. ha depositato un'istanza di sequestro contro società Autostrade presso la procura di Roma."Non saremo come Ghandi e non abbiamo intenzione di porgere l'altra guancia, con tutti i mezzi leciti possibile lot- teremo per fare sì che le cose cambino". Così Egle Possetti, presidente comitato Ricordo vittime ponte Morandi, illu- strando la decisione di unirsi alla battaglia del comitato San Cristoforo. Secondo quanto spiegato da Raffaele Caruso, l'avvocato che ha seguito il comitato dei familiari delle vittime di Ponte Morandi anche nella compilazione della bozza di proposta di legge per definire misure di tutela nei confronti delle famiglie delle persone morte nei disastri dovuti all'incuria, l'istanza è legata a un esposto presentato dalle stesse associazioni nel maggio 2020, invece, alla procura di Genova.

"Un esposto molto coraggioso e che nasceva da un'intuizione importante delle associazioni, spiega il legale, ovvero che i ricavi dai pedaggi sono stati utilizzati principalmente per risarcire gli azionisti sotto forma di dividendi, oltre il limite stabilito da norme comunitarie e che non sono stati quindi utilizzati per le manutenzioni".Un assunto che, sottolineano i promotori dell'azione legale, viene confermato anche dall'ordinanza di arresto del management di Autostrade. Alla procura di Roma si chiede, appunto, di tenere conto dell'esposto del 2020, ma anche degli elementi di indagine della procura di Genova da cui è emerso il funzionamento della società e soprattutto il carattere d'urgenza rappresentato dalla trattativa in corso tra Cassa depositi e prestiti e Atlantia."Secondo noi gli accordi sarebbero falsati e non vogliamo si sperperino altri denari pubblici per questa società", afferma Egle Possetti. Il sequestro sarebbe quindi un modo per con- gelare e ponderare nuovamente la trattativa.

Tuttavia l'anno scorso il gip del tribunale di Genova aveva rigettato un'istanza simile, fatta però relativamente alle quote della società e non della società intera.

Il 16 giugno u.s. la commissione europea ha sentenziato che “aveva ragione il Comitato San Cristoforo”. Non si può acquisire una società, nel caso ASPI, utilizzando i proventi dei pedaggi e, beneficiando, direttamente o indirettamente (attraverso anche l’utilizzo di strumenti leciti quali OPA eleverege by out) come accaduto nel caso di Atlantia, di fatto di aiuti di Stato.La Commissione europea, in seguito alla denuncia depositata dal Comitato San Cristoforo, ha nei fatti confermato la tesi sostenuta dal Comitato che, in rappresentanza di diverse categorie imprenditoriali, da sempre sostiene l’illegittimità nelle procedure che hanno portato a finanziare l’acquisizione di ASPI, da parte di Atlantia, utilizzando proventi che avrebbero dovuto essere spesi per garantire la gestione del servizio autostradale, in primis le manutenzioni, quindi gli investimenti in nuove infrastrutture.

Non soddisfacendo i criteri stabiliti dalla Corte di Giustizia con la sentenza Altmark sul tema del margine di utile ragionevole per un servizio di interesse pubblico generale dato in concessione, la partita autostrade può riaprirsi oggi su tutto il fronte.Secondo i legali del Comitato San Cristoforo (Andrea Mortara, Raffaele Caruso, Andrea Ganzer e i professori Ruggie- ro Cafari Panico e Andrea Pericu), che rappresentano oltre a USARCI SPARCI (Sindacato Ligure degli Agenti di Commercio), anche altri importanti associazioni, ogni atto compiuto in questi mesi, inclusa la recente cessione di ASPI a Cassa Depositi e Prestiti, potrebbe incorrere nel rischio di nullità, con conseguente riapertura a 360 gradi del contenzioso e focalizzazione del confronto sul tema dell’utilizzo degli utili di esercizio da parte di Atlantia.

Ciò renderebbe probabile la riapertura anche presso la magistratura italiana del dossier relativo al sequestro delle azioni di ASPI, come richiesto da parte del Comitato San Cristoforo.La realtà di queste ore impone una accelerata all’iniziativa che Usarci e le altre associazioni stanno portando avanti. La bozza di accordo tra Stato e Atlantia che si sta delineando grida vendetta.

Il territorio (a parte le istituzioni che dormono) è in rivolta.Proprio l’ipotesi di accordo ha indotto i legali a ragionare su un’ipotesi di iniziativa forte in continuità con l’esposto del 28 maggio.L’ipotesi è quella di depositare in sede penale un’istanza di sequestro delle quote di Aspi possedute da Atlantia.I legali affermano che per come si sta delineando l’accordo, l’istanza di sequestro sembrerebbe del tutto logica e coerente con le tesi ipotizzate che il provento della tariffa sia stato distratto in violazione della normativa comunitaria e utilizzato per remunerare il debito per l’acquisto delle azioni di Aspi da parte del gruppo Benetton.In questo senso e le azioni finiscono per essere quasi una sorta di provento del delitto.

Davide Caropreso
Presidente Usarci-Sparci
presidenza@usarciliguria.it