Via delle Sette Chiese, 144 - 00145 Roma
800 616 191
info.agenti@usarci.it

Crans Montana, l'Italia non sarà parte civile. Svizzera: "Non è parte lesa"

Crans Montana, l'Italia non sarà parte civile. Svizzera: "Non è parte lesa"

(Adnkronos) - E' stata respinta in Svizzera la richiesta dell'Italia di costituirsi parte civile nel procedimento sul rogo di Crans Montana, dove i morti sono stati 41 e i feriti 115. Tra le vittime ci sono stati anche sei ragazzi italiani. E' quanto si legge nel provvedimento, datato 23 luglio, indirizzato all'avvocato che rappresenta il governo italiano, Romain Jordan, sul processo per l'incendio divampato nella notte di capodanno nel bar Le Constellation.  

L'Italia ha già presentato ricorso contro l'ordinanza del 29 luglio che ha rigettato la costituzione di parte civile del Governo italiano nel procedimento giudiziario per il disastro di Crans Montana. Tramite l’avvocato svizzero che tutela gli interessi italiani, si legge in una nota della Farnesina, è stato presentato un ricorso dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice svizzero del tribunale che non sono condivise e che sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, pertanto si insiste perché sia ammessa la costituzione di parte civile.  

"Il 3 agosto 2026 è stato depositato ricorso dinanzi alla Camera penale del Tribunale cantonale vallesano" dice l'avvocato Romain Jordan, legale, incaricato di rappresentare il governo della Repubblica Italiana (Studio Merkt & Associés, Ginevra). "Il Governo della Repubblica Italiana ha preso atto dell’ordinanza con cui il Ministero pubblico del Canton Vallese gli ha negato la qualità di parte nel procedimento penale relativo all’incendio de 'Le Constellation' di Crans-Montana, nel quale sei cittadini italiani hanno perso la vita e quattordici sono rimasti gravemente feriti. L'Italia non condivide questa decisione". "Uno Stato che ha perso sei dei propri cittadini, che ne assiste quattordici gravemente feriti e che ha impegnato mezzi di soccorso considerevoli fin dalle prime ore della tragedia deve poter far sentire la propria voce nel procedimento. La questione giuridica sollevata è inedita e merita di essere esaminata dalle giurisdizioni superiori, se necessario fino al Tribunale federale", aggiunge. 

"La Repubblica Italiana ribadisce la propria piena fiducia nella giustizia svizzera e nell’eccellente cooperazione tra i due Paesi, e conferma il proprio impegno costante a fianco delle vittime e delle loro famiglie. Trattandosi di un procedimento pendente, non saranno rilasciate ulteriori dichiarazioni", conclude. 

 

Nel provvedimento si legge "che l'Italia non può essere considerata parte del procedimento penale svizzero" perché "nessuno degli status processuali previsti le è riconoscibile". Non può ottenere una qualità di "parte sui generis", perché "né il diritto federale né quello cantonale attribuiscono tale ruolo a uno Stato estero sulla base della nazionalità delle vittime o dei costi sostenuti per assisterle". L'Italia non è una "parte terza interessata".  

Riconoscerle, comunque, i diritti processuali, si legge "equivarrebbe ad aggirare le condizioni per essere persona lesa o accusatore privato, già chiarite in precedenza". 

 

Fra i morti dell'incendio di Crans Montana della notte di Capodanno gli italiani Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, tutti fra i 15 e i 17 anni. L’incendio al bar 'Le Constellation' di Crans-Montana sarebbe stato innescato da una candela scintillante fissata a una bottiglia di champagne. Quando hanno sollevato la bottiglia, la fiamma ha raggiunto il soffitto e l’incendio si è propagato in pochi secondi, scatenando il panico tra le circa 200 persone presenti, molti minorenni.  

L'unica uscita era troppo stretta: i clienti hanno sfondato una vetrina per fuggire. Testimoni hanno parlato di "panico assoluto" con urla, caos e persone che cercavano di uscire schiacciandosi all’unica porta disponibile. 

I proprietari del bar Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar “Le Constellation”, hanno negato ogni responsabilità nell’incendio di Capodanno. In tribunale hanno dichiarato di non sapere che le candele scintillanti potessero provocare un rogo. Jacques Moretti ha sostenuto che le candele erano autorizzate e collaudate dai vigili del fuoco e che pensavano fossero sicure, salvo possibili danni alle attrezzature. Entrambi hanno affermato che non avrebbero mai immaginato potessero causare una tragedia di tali proporzioni. 

 

Si è chiuso, invece, circa tre mesi fa il capitolo delle tensioni tra Italia e Svizzera. Berna ha annunciato che non invierà più le fatture alle famiglie italiane delle vittime di Crans-Montana. La vicenda mesi fa aveva acceso lo scontro diplomatico con conti da decine di migliaia di euro e la dura reazione di Palazzo Chigi con la conclusione positiva per l'Italia.