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Iran, Trump ad Axios: "Mi aspetto nuovi colloqui con Teheran già in settimana"

Iran, Trump ad Axios: "Mi aspetto nuovi colloqui con Teheran già in settimana"

(Adnkronos) - Il giorno dopo aver respinto la proposta iraniana per porre fine alla guerra, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ad Axios, in un’intervista telefonica, di aspettarsi che i negoziatori statunitensi tengano ulteriori colloqui con l’Iran questa settimana. "Mi aspetto ulteriori colloqui con l’Iran" questa settimana. "Vogliono raggiungere un accordo, ma non è l’accordo che voglio raggiungere io. È ciò che forse avremmo accettato un anno fa. Hanno tirato troppo la corda", sottolinea Trump. Alla domanda se stia valutando la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran, Trump ha risposto: "Ci penso sempre". 

Parlando con i giornalisti mentre si stava recando alla President's Cup in Illionis, Trump ha poi chiarito che "il petrolio scenderà rapidamente non appena la domanda diminuirà, non appena la guerra sarà finita. Il prezzo del petrolio crollerà e i prezzi del petrolio scenderanno". "Ricordate una cosa: il petrolio oggi costa meno di quanto costasse durante l’amministrazione Biden. Detto questo, stiamo estraendo quantità enormi di petrolio. Ieri sera abbiamo estratto una quantità record di petrolio dallo Stretto di Hormuz, più di quanto ne avessimo estratto prima della guerra", sottolinea il Tycoon. 

Trump ha poi spiegato che le forze armate statunitensi stanno facilitando il transito di grandi quantità di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Durante il fine settimana sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz la maggiore quantità di petrolio dall’inizio della guerra: "Più di 20 milioni di barili", ha detto. Un funzionario della Difesa statunitense, riferisce 'Axios', ha confermato quanto affermato da Trump, dichiarando che nella notte di venerdì sono stati esportati attraverso lo stretto 22 milioni di barili di petrolio. 

La delegazione iraniana alle Nazioni Unite non avrebbe intenzione di incontrare funzionari statunitensi questa settimana, riferisce una fonte vicina alla delegazione all'agenzia di stampa statale Irna. "Le considerazioni e le posizioni della Repubblica Islamica dell'Iran sono state comunicate in modo chiaro ed esplicito alla parte americana martedì scorso tramite il mediatore qatariano, e l'Iran attende la risposta della parte americana", afferma la fonte citata da Irna secondo quanto riferisce 'The Times of Israel'. "Di conseguenza, non c'è alcun piano per un nuovo ciclo di negoziati con la parte americana all'ordine del giorno della delegazione iraniana, e il ministro degli esteri tornerà a casa martedì dopo aver completato i suoi programmi programmati", aggiunge. 

 

Martedì scorso, gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner hanno tenuto un nuovo round di negoziati indiretti con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. All'incontro hanno partecipato anche funzionari del Qatar, che hanno trasmesso messaggi tra le due parti. Araghchi ha comunicato a Witkoff e Kushner le condizioni poste dall’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati sul nucleare. L’Iran ha proposto di riaprire lo stretto e riprendere i negoziati sul nucleare entro una settimana, a condizione che gli Stati Uniti revocassero il blocco navale, eliminassero le sanzioni sulle vendite di petrolio e ripristinassero un cessate il fuoco in tutta la regione. Trump ha respinto la proposta di Teheran ieri. 

Tuttavia, rileva 'Axios', un funzionario Usa e due fonti regionali hanno spiegato che i mediatori qatarioti stanno continuando la loro attività diplomatica tra le parti nel tentativo di raggiungere un accordo. Giovedì, il primo ministro del Qatar ha incontrato a New York il presidente iraniano e ha discusso del possibile accordo con l’amministrazione Trump. Poco dopo, alti funzionari qatarioti hanno incontrato Witkoff e lo hanno aggiornato sulla situazione. 

Una fonte regionale a conoscenza dei negoziati indiretti ha dichiarato che i mediatori qatarioti hanno discusso la proposta iraniana originale con entrambe le parti e hanno presentato a ciascuna delle due una proposta di compromesso da esaminare. Durante il fine settimana, i mediatori qatarioti hanno continuato a fare la spola separatamente tra i negoziatori iraniani e statunitensi per discutere possibili modifiche al testo. I mediatori qatarioti dovrebbero incontrare separatamente Araghchi e Witkoff già lunedì. 

"Siamo pienamente preparati alla ripresa della guerra. Restiamo fermi di fronte a qualsiasi nuova aggressione, anche se dovesse portare a una guerra apocalittica": "Allo stesso tempo, siamo pronti alla diplomazia. Spetta al presidente Trump scegliere", ha affermato il ministro degli Esetri iraniano, Abbas Araghchi a 'Meet the Press' di Nbc News rispondendo a una domanda su un articolo del 'Wall Street Journal' secondo cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump potrebbe cercare di riprendere i bombardamenti dopo le elezioni di Mid Term negli Stati Uniti.  

Questa settimana l’Iran aveva proposto un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz e ripristinare entro sette giorni il normale transito marittimo attraverso questo strategico punto di passaggio per il petrolio mondiale, nell’ambito di un piano trasmesso agli Stati Uniti attraverso il Qatar, in veste di mediatore, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Sabato Trump ha annunciato che aveva respinto la proposta di Teheran.  

Araghchi, comunque, nel corso della trasmissione ha affermato che nonostante le dichiarazioni pubbliche di Trump, il rifiuto non era ancora stato comunicato ufficialmente all’Iran attraverso i mediatori e ha ribadito che Teheran è pronto a riaprire lo Stretto nell’ambito di un accordo per porre fine al conflitto. In cambio, spiega, "vogliamo che ci vengano restituiti i nostri soldi, i nostri beni, che sono stati congelati illegalmente. Vogliamo poter vendere il nostro petrolio". Il ministro degli Esetri iraniano ha affermato che queste condizioni "non sono nuove" e che si tratta di questioni alle quali gli Stati Uniti si erano già impegnati in precedenza, facendo riferimento al memorandum d’intesa firmato dai due Paesi a giugno, che prevedeva un piano per un cessate il fuoco temporaneo. L’accordo è saltato nel giro di pochi giorni dopo nuovi attacchi. "Se lo chiedete a noi, non c’è motivo per cui dovremmo tornare alla diplomazia ma sto ancora cercando una soluzione diplomatica perché penso che non dovremmo perdere nessuna possibilità di pace", sottolinea Araghchi. "Non ci interessano le elezioni di Mid Term negli Stati Uniti. Ci interessano i nostri interessi nazionali", aggiunge. 

Prima dell’intervista ad Araghchi, l’ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, aveva dichiarato a 'Meet the Press' che la proposta di accordo di Teheran era stata respinta per "diverse ragioni", lasciando intendere che gli Stati Uniti non potevano permettere all’Iran "di avere accesso a miliardi di dollari di fondi congelati": "Penso che si sia trattato di un tentativo piuttosto cinico di mettere sul tavolo qualcosa che sapevano essere inaccettabile, chiedendo la revoca del blocco, delle sanzioni, delle sanzioni internazionali e l’accesso a miliardi di dollari di beni", sottolinea Waltz che inoltre si chiede "chi stia dando gli ordini in Iran in questo momento".  

"Penso che sia una questione di buon senso. Il presidente non ha molta fiducia, dopo che ci abbiamo provato solo pochi mesi fa", spiega Waltz. "Quello che posso dirvi è che il presidente manterrà tutte le opzioni sul tavolo per garantire che il mondo sia al sicuro dall’Iran e dal fatto che possa tenere in ostaggio il mondo con un’arma nucleare". 

Alla domanda su quale accordo Trump sarebbe disposto ad accettare, Waltz ha risposto: "Non sarò io a negoziare per il presidente. Si tratta di proteggere la prossima generazione dalla minaccia dell’Iran, che potrebbe minacciare il mondo con un’arma nucleare", spiega.