Morte Andrea Purgatori, il giudice: "Terapia antibiotica gli avrebbe prolungato la vita"
(Adnkronos) - “La tempestiva terapia antibiotica (omessa e ritardata anche per l'errore di tutti i neuroradiologici) avrebbe prolungato in modo significativo la vita di Andrea Purgatori con un'incidenza frequentista alta, pari all'80% (probabilità statistica)”. E’ quanto si legge nel decreto con cui il gup di Roma venerdì scorso ha disposto il rinvio a giudizio per quattro medici per la morte del giornalista, avvenuta nel luglio 2023. Per tutti l’accusa, dopo l’inchiesta dei pm di piazzale Clodio, è di omicidio colposo e il processo si aprirà il 12 gennaio prossimo.
“Nel caso concreto non hanno interagito altri fattori idonei a spiegare in modo alternativo la morte della vittima nei tempi e con le modalità in cui si è verificata”, scrive il gup Paola Petti.
“Non è corretto sostenere che la diagnosi differenziale di endocardite batterica fosse impossibile da formulare per il cardiologo Guido Laudani essendo piuttosto mancato ‘il sospetto diagnostico’ che avrebbe dovuto essere studiato, per esempio, con l'emocoltura o l'ecografia transesofagea e ciò anche dopo le risonanze magnetiche dei giorni 12 e 16 giugno 2023 effettuate presso la casa di cura Villa Margherita (che avevano costantemente rilevato lesioni ischemiche ed escluso la presenza di secondarismi cerebrali), esami che lo stesso Laudani non poteva non conoscere essendo stati fatti durante il ricovero di Andrea Purgatori in tale struttura dove lo stesso imputato era presente come medico curante della vittima e, quindi, in veste di coordinatore”, prosegue. Per il giudice quindi “il compendio probatorio acquisito - che potrà essere utilmente approfondito nella fase dibattimentale - consente di formulare una ragionevole previsione di condanna per tutti gli imputati”.
