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L’intelligenza artificiale modificherà il lavoro degli agenti di commercio?

L’intelligenza artificiale modificherà il lavoro degli agenti di commercio?

Oltre 100mila esercizi commerciali svaniti, in Italia,  negli ultimi 10 anni.  Una realtà con cui gli agenti di commercio sono obbligati a fare i conti. E non solo chi, tra loro,  ha direttamente a che fare con le varie tipologie di negozi.  Perché è in atto un radicale cambiamento nel mondo del lavoro,  ed anche un cambiamento radicale nella vita quotidiana,  nelle abitudini degli italiani che perdono le peculiarità a cui tutti erano abituati.

Si è passati dall’accettazione della sostituzione degli operai, con l’introduzione di macchinari sempre più sofisticati, alla crescita esponenziale degli acquisti online per sostituire l’attività dei negozi tradizionali.  Ma ora sta arrivando a velocità incredibile l’intelligenza artificiale che cancellerà un numero impressionante di professionalità divenute, improvvisamente,  obsolete. Non tra 10 anni, ma tra pochi mesi.  Proprio perché le nuove macchine hanno una velocità tale di apprendimento e di inserimento nel mondo reale da rendere del tutto inutile il lavoro di intere categorie.

La macchina è in grado di scrivere un libro in tempi ridottissimi e con uno stile che può essere adattato al target di lettori che si ritiene più interessante.  Le ricerche in ambito legale possono essere svolte in un attimo,  l’attività di una filiale assicurativa o bancaria avrà bisogno di un responsabile e poco più: tutto il lavoro d’ufficio potrà essere affidato ad una macchina. E lo stesso fenomeno si riprodurrà negli uffici tecnici,  nell’ambito della ricerca, nelle varie fasi della produzione.

Paradossalmente sarà più difficile sostituire un agente di commercio,  così come le attività che richiedono un rapporto umano. Ma con chi si confronterà l’agente se, dall’altra parte, troverà una macchina?  Ovviamente cambieranno stili di vita e consumi.  E, di conseguenza,  tutto ciò che ne deriva.

Appare dunque fuori luogo l’ottimismo di facciata dell’Ascom Confcommercio di Torino,  a fronte di un modesto 17% di commercianti che prevede un miglioramento della situazione economica italiana.  La realtà è molto diversa e saranno pochi quelli che riusciranno a salvarsi senza un radicale cambiamento del proprio modo di lavorare.

Fonte ElectoMagazine