Un credito d'imposta contro il caro carburanti
Un agente di commercio lavora sul territorio. Ogni giorno percorre chilometri, incontra clienti, visita aziende, raccoglie ordini e sviluppa nuove opportunità commerciali.
Per un agente di commercio il carburante non è una spesa personale: è uno strumento di lavoro.
Oggi, però, il costo di questo strumento sta diventando sempre più pesante e incide direttamente sulla redditività dell'attività.
Per questo chiediamo al Governo e al Parlamento una misura concreta:
UN CREDITO D'IMPOSTA DEL 20% SUI COSTI DELLA MOBILITÀ PROFESSIONALE
Il credito dovrebbe riguardare le spese documentate sostenute per il carburante e per la ricarica dei veicoli utilizzati nello svolgimento dell'attività professionale.
NON È UN PRIVILEGIO
Gli agenti di commercio rappresentano migliaia di imprese, soprattutto piccole e medie aziende, e contribuiscono ogni giorno a far circolare prodotti e servizi in tutto il Paese.
Se il costo degli spostamenti diventa troppo alto, l'agente è costretto a ridurre visite e trasferte. E questo significa meno opportunità commerciali anche per le imprese che rappresenta.
Sostenere gli agenti significa quindi sostenere le imprese e l'economia reale.
Non chiediamo che lo Stato paghi il nostro lavoro. Chiediamo semplicemente che venga riconosciuto un principio: quando spostarsi è indispensabile per produrre reddito, il costo della mobilità deve essere considerato per quello che realmente è: un costo di lavoro.
