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Femminicidio Tania Terrin, l'autopsia conferma: "E' stata strangolata"

Femminicidio Tania Terrin, l'autopsia conferma: "E' stata strangolata"

(Adnkronos) - L'autopsia eseguita sul corpo di Tania Terrin, la 39enne uccisa a Camponogara dall'ex fidanzato Dino Keber che si è, poi, tolto la vita, ha confermato la morte per strangolamento. Dall'esame autoptico, disposto dalla procura di Venezia, è emersa la rottura dell'osso ioide del collo. La relazione completa verrà depositata agli inquirenti entro 30 giorni. L'autopsia è stata disposta anche sul corpo di Keber. 

 

Si sta ancora valutando l'eventuale invio di ispettori del ministero della Giustizia per valutare se è stato fatto tutto il possibile per tutelare Tania Terrin. La 39enne è stata soffocata a morte nella notte tra il 15 e il 16 agosto a Camponogara scorso dall'ex compagno, il 43enne Dino Keber che, poi, si è tolto la vita. "Il caso, nella sua gravità è oggetto di valutazione - fanno sapere dal dicastero - ma nessuna iniziativa è stata intrapresa".  

L'invio degli ispettori servirebbe nel caso ad accertare se e cosa non abbia funzionato nel sistema di protezione della vittima. 

 

Tania Terrin aveva chiesto aiuto mesi prima di essere uccisa da Dino Keber. La ex compagna dell’uomo, contattata sui social il 20 aprile, l'aveva avvertita della sua presunta pericolosità, raccontando percosse, denti spaccati e ripetute aggressioni. Le aveva scritto che Keber era “pericoloso” e che c’era “la concreta possibilità che l’episodio si ripeta”, consigliandole di rivolgersi alle autorità. 

Secondo il Gazzettino, Tania — che pochi giorni prima aveva detto di essere stata “quasi uccisa” — voleva capire “fino a che punto” Keber fosse stato violento con altre donne. Terrin lo aveva poi denunciato, come già fatto da altre tre vittime che però avevano ritirato le querele. 

La ex compagna racconta di essere finita tre volte al pronto soccorso e di aver sporto una denuncia d’ufficio dopo essersi presentata ai carabinieri per tutelarsi da una contro‑accusa. Ma dopo la denuncia, dice, non fu protetta da nessuno: avvocati irreperibili ad agosto, supporto psicologico disponibile solo settimane dopo, nessuna rete di tutela. “Mi sono sentita completamente abbandonata”, spiega. 

 

La madre di Tania, Marinella Forner, aveva denunciato la mancanza di protezione per le donne che segnalano violenze. "Quando denunciano devono essere pronte a fare le valigie e a nascondersi, è l’unica cosa che le può salvare", dice in un appello, rilanciato anche da Luca Zaia. 

Terrin aveva denunciato Keber: era stato attivato il codice rosso e a giugno il questore di Venezia aveva emesso un ammonimento. Misure che non hanno impedito il femminicidio. Forner chiede interventi immediati: “Basta, metteteli dentro. Non è giusto che le donne debbano nascondersi”. Parlando della figlia, racconta che Tania “era troppo buona” e che, nonostante gli avvertimenti dei carabinieri, era caduta nel “tranello” di fidarsi.